p 96 .

Paragrafo 2 . Il crollo demografico.

     
Detta  "morte nera" per le macchie che si formavano sulla pelle  degli
ammalati  in  seguito ad emorragie interne, la peste torn  a  colpire
l'Europa  dopo un'assenza di molti secoli - l'ultima epidemia  si  era
verificata   infatti  nel  sesto  secolo,  al  tempo   dell'imperatore
Giustiniano -.
     Questa  malattia  epidemica,  dovuta  all'azione  di  un  bacillo
scoperto  soltanto alla fine dell'Ottocento dal batteriologo  svizzero
Alexandre  Yersin,  e presente in certi roditori e nelle  loro  pulci,
poteva manifestarsi in due forme: quella "bubbonica" (da "bubbone", un
ingrossamento  che si formava alle ghiandole inguinali ed  ascellari),
diffusa  per  via  cutanea dalle pulci e letale nel 60-85%  dei  casi;
quella "polmonare", ancora pi micidiale, perch trasmissibile da uomo
ad uomo attraverso la saliva, e letale nel 99,9% dei casi.
     Presente  in forma endemica in Asia centrale, a causa soprattutto
dell'umidit   del  clima  favorevole  alla  sopravvivenza   ed   alla
diffusione  del  bacillo,  la  peste arriv  in  Occidente  lungo  gli
itinerari  commerciali,  resi  pi  facilmente  percorribili  dopo  la
realizzazione del vasto impero mongolo: portata dalle pulci e dai topi
infetti  che  trovavano  facile  ospitalit  presso  le  carovane  dei
mercanti e le truppe mongole, giunse a Caffa, scalo mercantile sul mar
Nero. Qui si imbarc sulle navi genovesi, approdando in numerosi porti
del  Mediterraneo,  dai quali risal all'interno del  continente.  Nel
1350  raggiunse  infine  la  Scozia e la Scandinavia.  Solo  territori
circoscritti, come alcune regioni dei Pirenei, e rare citt,  tra  cui
Milano, ne restarono miracolosamente immuni.
     E'  difficile valutare con esattezza le perdite della popolazione
causate dalle carestie e dalla peste, perch tali eventi incentivavano
una  forte  migrazione - contadini verso le citt durante la carestia,
benestanti  verso le propriet di campagna nel corso  della  peste  -,
rendendo  per  lo  pi inattendibili i censimenti  fiscali  e  i  dati
riportati   dalle  cronache  contemporanee;  soltanto  da  statistiche
circoscritte  a piccoli gruppi ben definiti - il numero di  morti  fra
certe  categorie professionali o i decessi nei conventi - traspare  la
gravit dei vuoti demografici
     
     p 97 .
     
     
     [Cartina  non  riportata:  Diffusione della  peste  nera  e  zone
esenti].
     
     avvenuti  fra  la  popolazione,  che  arriv  in  certi  casi   a
dimezzarsi.
     Epidemie  di  peste  si ripeterono con una ciclica  puntualit  -
ogni   dieci  o  quindici  anni  -  nel  corso  del  Trecento  e   del
Quattrocento,  vanificando la ripresa demografica  che  si  verificava
negli  intervalli  tra  un'epidemia e quella  successiva.  Soltanto  a
cominciare  dal  secondo Cinquecento (anche se  la  peste  continu  a
flagellare  il  continente  fino al Settecento)  l'Europa  riuscir  a
colmare  i  vuoti  di questi secoli, superando il numero  di  abitanti
raggiunto  alla fine del Duecento. Alcune regioni, citt  e  territori
arriveranno  ad  eguagliare  il  livello  di  popolazione  del  secolo
dell'apogeo,  il  tredicesimo,  soltanto  nei  secoli  diciottesimo  e
diciannovesimo.
     La  societ  medievale, data la limitatezza  delle  conoscenze  a
disposizione della scienza medica, non era in grado di individuare  le
origini della peste.
     
     p 98 .
     
     Gli intellettuali e gli scienziati associavano la sua comparsa  a
sfavorevoli  congiunzioni astrali, o al formarsi di miasmi  e  vapori,
mentre  la  Chiesa la attribuiva ai peccati degli uomini,  indicandola
come un terribile castigo di millecinquecentesimo.
     Nella  mentalit  collettiva era inoltre  ampiamente  diffusa  la
convinzione  che l'epidemia fosse opera della malvagit degli  uomini:
il  bisogno di trovare un colpevole per sfogare la tensione e  placare
l'angoscia    per   il   dilagare   dell'epidemia   si   univa    cos
all'intolleranza nei confronti di particolari categorie di persone. In
molti  paesi  europei  vennero accusati di  diffondere  la  pestilenza
attraverso  l'avvelenamento dei pozzi gli ebrei, vittime  di  radicati
pregiudizi,  perch incolpati dalla Chiesa di aver ucciso Cristo,  per
l'accusa di praticare il prestito a usura e per la scarsa integrazione
delle comunit ebraiche con il resto della societ.
     Ignorando  le  cause,  i rimedi adottati contro  la  peste  erano
inefficaci,  e spesso addirittura controproducenti. Chi  ne  aveva  la
possibilit  si  allontanava dalle localit  colpite  oppure  assumeva
medicamenti  e  si  asteneva da certi cibi,  secondo  le  prescrizioni
mediche di allora.
     I   rimedi   collettivi   si   basavano  sull'organizzazione   di
processioni penitenziali, per scongiurare la collera divina, che  per
favorivano  il  contagio, e sulla caccia ai supposti responsabili,  in
particolare  agli  ebrei, che in Spagna, in  Svizzera  e  in  Germania
furono oggetto di veri e propri massacri.
     Topi  e  pulci  restarono pertanto la causa occulta della  peste,
protagonista  dell'emergenza sanitaria  in  Europa  fino  alle  soglie
dell'Ottocento finch non fu soppiantata da altre malattie  epidemiche
come il colera.
